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CCleaner: la versione 5.33 compromessa dagli hacker

Virus, infettato il celebre software CCleaner:
milioni di pc a rischio

 

Fino ad oggi lo hanno scaricato 2 miliardi di persone. La celebre applicazione CCleaner, uno dei software gratuiti più utilizzati al mondo per velocizzare i computerottimizzandone le prestazioni e per ripulirne i registri di sistema, si è trasformato in un pericoloso cavallo di troia. E stato, infatti, infettato da un malware ma solo nelle versioni scaricate o aggiornate tra il 15 agosto e il 12 settembre. Chiunque abbia installato la versione 5.33 durante questa finestra temporale, quindi, è stato colpito dal codice maligno, inserito nell’applicazione da alcuni hacker. A lanciare l’allarme è Cisco Talos, che nei giorni scorsi aveva  già avvistato Avast, così da permettere l’interruzione dell’infezione.

La versione contenente il malware è stata già rimossa dal produttore e non è più disponibile sul sito per il download. Tuttavia, spiega Cisco Talos, molti utenti sono ancora a rischio e rimarranno a rischio anche dopo l’aggiornamento del loro software CCleaner.

Una volta che l’utente finale ha installato attraverso CCleaner, il malware, gli hacker hanno il potenziale accesso al computer – ma, anche, ad altri sistemi connessi  – per rubare dati personali sensibili o credenziali che potrebbero essere utilizzate per l’online banking come per altre attività online. In modo analogo al malware Nyetya diffuso a fine giugno, anche in questo caso gli aggressori hanno violato un software legittimo e affidabile, trasformandolo in un’applicazione dannosa.

Noto come lo «strumento di ottimizzazione e pulizia dei Pc più popolare al mondo», CC Cleaner è una soluzione ritenuta fino ad oggi particolarmente affidabile dagli utenti e uno strumento utile per migliorare le prestazioni di Pc e smartphone rimuovendo i file non necessari. Nel novembre 2016, CCleaner contava 2 miliardi di download con un tasso di crescita di 5 milioni di utenti la settimana. Da questo punto di vista, oltre all’affidabilità del software, ha giocato molto il fatto che fosse gratuito nella sua versione base.

 

Fonte articolo: Secoloditalia.it

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Nuovi canali nel digitale terrestre. Le reti in arrivo entro fine 2017

Un autunno di grandi novità per il digitale terrestre italiano. Sarà una stagione ricca di nuovi canali. Nuovi progetti editoriali per conquistare nuove fette di pubblico. E’ un periodo, iniziato lo scorso anno, molto fertile per il digitale terrestre free to air. Un’ ondata di nuovi investimenti, come non si vedevano dall’ormai lontano switch off, il passaggio italiano dall’analogico alla piattaforma digitale. In questo speciale di UpGo.news facciamo un po’ il punto sulle nuove reti televisive che vedranno la luce nei prossimi mesi.

Novità sul digitale terrestre italiano. Ecco i nuovi canali che si accenderanno in questa seconda parte del 2017. Da Sony a Mediaset passando per De Agostini. Le nuove reti del digitale terrestre italiano.

Debutterà a settembre CineSony, la nuova creatura della major americana pronta ad affiancare l’ offerte per bambini di Pop. CineSony e Pop costituiranno quindi il nuovo mini bouquet di Sony in Italia, dopo l’ abbandono della piattaforma Sky dove l’editore veicolava con un discreto successo Axn e Axn Scifi. Sony ora non potrà più vivere di soldi derivanti dagli abbonamenti ma insediarsi nel difficile mercato della raccolta pubblicitaria. E vista la varietà del nostro digitale terrestre, forse unico nel panorama europeo, non sarà certo semplice.

CineSony, dalla posizione LCN 55, come dal nome, trasmetterà prevalentemente cinema e farà concorrenza diretta a Paramount Channel di Viacom e a Iris di Mediaset.

Il nuovo canale DTT di Mediaset

A proposito di Mediaset. Noi lo annunciammo in anteprima. Stiamo parlando del nuovo canale 20 di Mediaset, oggi occupato da ReteCapri. Mediaset è già in possesso del canale ma è in attesa della nuova stagione televisiva per il lancio. Già ora la programmazione di ReteCapri è gestita direttamente da Cologno Monzese

Poche idee e un po’ confuse ai vertici del gruppo. Pare infatti che l’ acquisizione della ghiotta posizione 20 sia stata effettuata più per arginare il pericolo di un nuovo concorrente che per interessi editoriali veri e propri.

Mediaset possiede già molti canali e soprattutto i born digital in realtà stanno faticando. Italia2 e La5 soprattutto, che sembrano ancora alla ricerca di una vera identità e competono con affanno contro i canali factual di Discovery.

Il 20 di Mediaset si troverà comunque dirimpettaio di Rai4 e probabilmente ricalcherà in qualche modo una linea editoriale simile.

Gli altri nuovi canali del DTT

Sbarcheranno sul digitale terrestre anche la nuova RDS TV e Alpha. RDS TV sarà la versione televisiva della famosa emittente musicale mentre Alpha sarà una specie di Explora 2.0, rete tv poco fortunata e trasmessa su Sky per un paio d’ anni, fino al novembre 2016.

Target quindi maschile e contenuti principalmente di genere factual e documentary.  Sarà un esordio per De Agostini nel free to air “adulto” visto che fino ad ora il gruppo si è limitato alla produzione di un canale per bambini (Dea Super sul canale 47) più un altro paio in esclusiva Sky. Si tratta di un importante tassello nella processo di diversificazione in atto nel gruppo De Agostini.

Altre novità sul digitale terrestre?

Ricapitoliamo le reti gratuite che certamente vedranno la luce: CineSony, Canale 20 di Mediaset (nome ancora sconosciuto), Alpha, RDS TV.

Ma le novità non sono finite qui, forse. Tramontata l’ipotesi di un nuovo canale sportivo di Cairo (dopo le brutte esperienze di La7Sport e Gazzetta Tv) l’ editore, in questi mesi attivissimo, ha comunque confermato la volontà di lanciare una nuova rete televisiva, probabilmente slegata dal brand La7, entro la fine dell’ anno. Oltre le dichiarazioni, a noi non risultano reali manovre per concretizzare il progetto. Ed inoltre, La7 sembra già muoversi in maniera estremamente attenta, senza acquistare library pregiata e puntando esclusivamente su talk show prodotti in studio. Ci sembra quindi improbabile, che si riesca a riempire un nuovo palinsesto nuovo di zecca quando La7 un po’ arranca e La7D è lasciata a repliche di Grey’s Anatomy praticamente h24.

Più concreta la possibilità che Viacom continui ad investire nel mercato italiano. Dopo VH1 e Paramount Channel e il trasloco dei canali a marchio MTV su Sky, è probabile che Viacom porti in Italia nel DTT gratuito uno dei suoi tanti brand dedicati all’ intrattenimento.

Fonte articolo upgo.news

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TV Digitale terrestre

Dal dicembre 2003 è iniziata l’era della televisione digitale terrestre; la transizione dalla Tv analogica ha coinvolto progressivamente tutte le Regioni italiane e il processo è stato completato a luglio 2002.

Per televisione digitale terrestre, spesso indicata dal relativo standard di trasmissione con la sigla DVB-T, acronimo dell’inglese Digital Video Broadcasting – Terrestrial, si intende la trasmissione in digitale del segnale televisivo terrestre.

I principali vantaggi dello standard DVB-T per la tv digitale terrestre rispetto alla tv analogica terrestre sono:

  • Aumento del numero di canali disponibili: con l’analogico una frequenza può trasportare un solo programma; con la tecnica digitale, invece, ogni frequenza è in grado di trasportare da quattro fino a circa sette/otto programmi televisivi in formato SD (Standard Definition);
  • migliore qualità delle immagini: la tecnica digitale è meno soggetta a disturbi di trasmissione;
  • interattività: possibilità di interagire con i programmi ricorrendo solo all’utilizzo del telecomando senza ricorrere a telefoni e/o sms;
  • minore inquinamento elettromagnetico: la tv digitale richiede una potenza di trasmissione inferiore a quella analogica.

Il nuovo standard DVB-T2 , rispetto al precedente standard DVB-T, consente una maggiore flessibilità ed un aumento nell’efficienza (numero di programmi televisivi trasportati su un singolo multiplex) stimata fino ad oltre il 50%.

Il D.l. 2 marzo 2012, n. 16, coordinato con la legge di conversione n 44/2012, prevede che, a partire dal 1º luglio 2015, gli apparecchi predisposti per ricevere servizi radiotelevisivi venduti ai consumatori sul territorio nazionale integrino un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2 con codifica MPEG-4 o successive evoluzioni approvate nell’ambito dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU).

La disciplina relativa al passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale terrestre è stata dettata nella legge n. 66 del 2001.

L’Autorità ha disciplinato la fornitura di servizi di media audiovisivi in tecnica digitale terreste con la delibera n. 353/11/CONS.

La numerazione automatica dei canali (LCN) è soggetta ad una apposita disciplina ai sensi 32, comma 2, del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici che prevede l’adozione di un apposito piano da parte dell’Autorità e l’assegnazione delle numerazioni da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Sul Piano LCN approvato dall’Autorità sono in corso dei contenziosi. Tutte le informazioni a riguardo sono disponibili nella pagina “Contenziosi LCN“.

Fonte articolo agcom

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Garanzia legale sui beni di consumo

 

Ecco i diritti del consumatore:
1. Che cos’è la garanzia legale
La garanzia legale di conformità è prevista dal Codice del Consumo (articoli 128 e ss. ) e tutela il consumatore in caso acquisto di prodotti difettosi, che funzionano male o non rispondono all’uso dichiarato dal venditore o al quale quel bene è generalmente destinato.

2. Nei confronti di chi può essere fatta valere
Il consumatore può far valere i propri diritti in materia di garanzia legale di conformità rivolgendosi direttamente al venditore del bene, anche se diverso dal produttore.

3. Contenuto della garanzia legale
In presenza di un vizio di conformità, il consumatore ha diritto, a sua scelta, alla riparazione o sostituzione del bene difettoso da parte del venditore, senza addebito di spese, salvo che il rimedio richiesto sia impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro. Se sostituzione o riparazione non sono possibili il consumatore ha comunque diritto alla riduzione del prezzo o ad avere indietro una somma, commisurata al valore del bene, a fronte della restituzione al venditore del prodotto difettoso.

4. Durata della garanzia legale
La garanzia legale dura due anni dalla consegna del bene e deve essere fatta valere dal consumatore entro due mesi dalla scoperta del difetto: occorre quindi conservare sempre la prova di acquisto (ricevuta fiscale o scontrino di cui si consiglia di fare subito una fotocopia perché le carte termiche degli scontrini possono scolorirsi con il tempo).Le clausole inserite da professionisti in contratti o condizioni generali di contratto con i consumatori che limitano la durata della garanzia legale o la escludono possono integrare clausole vessatorie ai sensi dell’articolo 33, comma 2, lettera b), del Codice del Consumo.

5. Obblighi del venditore
Il venditore deve:
•prendere in consegna il prodotto difettoso per verificare se il malfunzionamento dipenda o meno da un vizio di conformità. In particolare: (i) per i difetti che si manifestano nei primi sei mesi dalla data di consegna del prodotto la verifica è sempre a carico del venditore in quanto si presume che esistessero al momento della consegna; (ii) successivamente, nel solo caso in cui il malfunzionamento non dipenda da un vizio di conformità, può essere chiesto al consumatore il rimborso del costo – ragionevole e preventivamente indicato – che il venditore abbia sostenuto per la verifica;
•riscontrato il vizio di conformità, effettuare la riparazione o la sostituzione del bene entro un congruo tempo dalla richiesta e senza addebito di spese al consumatore.

6. Differenza tra garanzia legale e garanzie convenzionali
Le garanzie convenzionali, gratuite o a pagamento, offerte dal produttore o dal rivenditore, non sostituiscono né limitano quella legale di conformità, rispetto alla quale possono avere invece diversa ampiezza e/o durata. Chiunque offra garanzie convenzionali deve comunque sempre specificare che si tratta di garanzie diverse e aggiuntive rispetto alla garanzia legale di conformità che tutela i consumatori.

7. I poteri di intervento dell’Antitrust
I comportamenti di rivenditori o produttori che inducano in errore il consumatore sull’esistenza o sulle modalità di esercizio della garanzia legale di conformità, ovvero ne ostacolino l’esercizio stesso possono costituire pratiche commerciali scorrette, vietate e sanzionate dal Codice del Consumo. In tal caso, l’Antitrust può intervenire, a tutela del consumatore, accertando la violazione, imponendo la cessazione della condotta contraria alla legge, sanzionando i soggetti responsabili fino a un massimo di 5.000.0000 euro. L’Antitrust può anche accettare impegni dell’impresa, senza accertare alcuna infrazione, se essi hanno un impatto positivo per i consumatori. Non può invece risolvere le singole controversie. Infine, l’Autorità può accertare la vessatorietà di clausole inserite in contratti o condizioni generali di contratto tra professionisti e consumatori che limitano la durata della garanzia legale di conformità o la escludono del tutto, disponendo l’adozione di misure per informare adeguatamente i consumatori.

8. A chi rivolgersi
L’Antitrust ha un numero verde (800166661) attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 14, per richiedere chiarimenti. Per le segnalazioni all’Autorità occorre invece compilare il modulo disponibile nella sezione ‘Consumatore’ del sito www.agcm.it, e inviarlo direttamente via internet in formato elettronico, oppure via fax al numero 0685821256, o via posta all’indirizzo: Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – Piazza Verdi, 6/a – 00198 Roma.

l’articolo potrebbe non essere aggiornato, per la versione aggiornata collegarsi qui

Fonte articolo agcom

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Carte dei servizi

Ai sensi della delibera n. 179/03/CSP, relativa alla direttiva generale in materia di qualità e carte dei servizi di telecomunicazioni, i Fornitori di Servizi di Comunicazione Elettronica sono tenuti a pubblicare, sui propri siti WEB:
• le carte dei servizi;
• i resoconti semestrali e annuali sui risultati di qualità del servizio raggiunti;
• le relazioni annuali in materia di qualità dei servizi, contenenti gli indicatori, i metodi di misurazione, gli standard generali fissati per tali indicatori e gli effettivi risultati conseguiti nell’anno solare di riferimento.

Al fine di consentire agli utenti un primo confronto diretto tra i dati relativi alla qualità pubblicati dai vari Operatori, l’Autorità mette a disposizione ed aggiorna, per ciascun comparto, la lista dei collegamenti ipertestuali alle pagine WEB dove ogni operatore ha reso accessibili le predette categorie di informazioni sulla qualità e carte dei servizi.

I comparti considerati sono quelli relativi ai servizi di:
• telefonia vocale fissa (Delibere n. 254/04/CSP e  n. 79/09/CSP)
• comunicazioni mobili e personali (Delibere n. 154/12/CONS e n. 79/09/CSP)
• televisione a pagamento (Delibera n. 278/04/CSP)
• accesso a Internet da postazione fissa (Delibere n. 131/06/CSP e n. 244/08/CSP)

Con tale iniziativa, si vuole, inoltre, offrire agli utenti anche l’opportunità di segnalare alla Direzione Tutela dei Consumatori dell’Autorità qualsiasi tipo di problema o irregolarità riscontrati sia nell’accesso a tali documenti di qualità sia in merito al loro contenuto. Si invitano dunque gli utenti a collaborare con l’Autorità stessa inviando qualsiasi osservazione o suggerimento, in materia, al Contact Center dell’Autorità o direttamente all’indirizzo di posta elettronica  dirtutelaconsumatori@agcom.it.

Per accedere direttamente alle liste di ciascun comparto, organizzate in ordine alfabetico per operatore, utilizzare i seguenti collegamenti ipertestuali.

Telefonia vocale fissa
Comunicazioni mobili e personali
Televisione a pagamento
Accesso a Internet da postazione fissa

Pagina informativa in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori componenti il

Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU)

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La Fibra Ottica

Le fibre ottiche sono filamenti di materiali vetrosi o polimerici, realizzati in modo da poter condurre al loro interno la luce (propagazione guidata), e che trovano importanti applicazioni in telecomunicazioni, diagnostica medica e illuminotecnica.

Le fibre ottiche sono classificate come guide d’onda dielettriche basate sulla disomogeneità del mezzo il cui nucleo è sede del campo elettromagnetico. Esse, in altre parole, permettono di convogliare e guidare al loro interno un campo elettromagnetico di frequenza sufficientemente alta (in genere in prossimità dell’infrarosso) con perdite estremamente limitate. Vengono comunemente impiegate nelle telecomunicazioni come mezzo trasmissivo di segnali ottici anche su grandi distanze ovvero su rete di trasporto e nella fornitura di accessi di rete a larga banda cablata (dai 100 Mbit/s al Tbit/s usando le più raffinate tecnologie WDM).

Disponibili sotto forma di cavi, sono flessibili, immuni ai disturbi elettrici ed alle condizioni atmosferiche più estreme, e poco sensibili a variazioni di temperatura. Hanno solitamente un diametro di rivestimento (cladding) di 125 micrometri (circa le dimensioni di un capello) e pesano molto poco: un chilometro di fibra ottica pesa meno di 2 kg[1], esclusa la guaina che la ricopre.

Viene ampiamente utilizzato per la trasmissione dati comuni, per gli impianti antincendio, per gli impianti tv e tanto altro, è considerato un metodo estremamente stabile e potente.

Negli ultimi anni le compagnie telefoniche, in italia Telecom Italia ha provveduto in modo gratuito e cioe senza gravare direttamente sulle bollette dei propri clienti ad ampliare la propria rete verso la sua clientela servendo le città con la fibra ottica.

Ad oggi è possibile più di ieri poter connettere periferiche quali tv o altro alla rete del proprio gestore e quindi utilizzare internet per navigare o addirittura per vedere filmati o ascoltare musica o addirittura per aggiornare il software del nostro apparecchio in modo del tutto autonomo.

*Alcune parti sono fonte Wikipedia, l’enciclopedia libera.

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